Voglio spezzare una lancia per Lido Adriano, che molti dei miei concittadini ravennati, eleganti o cafoni che siano, continuano a percepire come una “terra di nessuno”, di cui diffidare e stare alla larga. Io invece ne parlerò bene e fra qualche riga vi dico perché, intanto però qualche ragionevole premessa. La località, in effetti, ha una storia complicata alle spalle – nonostante il nome dalle nobili reminiscenze letterarie dantesche –, a partire dalle origini sospette di speculazione edilizia. Lo sviluppo economico di un territorio selvatico: al posto di dune e lagune, condomini e villette, strade e alberghi in riva al mare, cresciuti in notevoli dimensioni e in fretta, miraggio di un nuovo e moderno villaggio turistico della riviera. Ancora oggi, Lido Adriano appare come spazio di confine, dall’identità mutevole: quartiere periferico, località balneare, luogo ibrido in cui sono stratificate ondate emigranti, dall’Italia e dall’estero. Un po’ come la Darsena, il Lido è un...
C’era una volta il “Cantoniere”. Mai come ora ne percepiamo la lancinante assenza, ci manca la sua salvifica presenza. Perché basta che piova e tiri vento intensamente, che la strada ma in generale tutte le nostre strade, diventino pericolose al limite della percorribilità. Tradizionalmente quello dei cantonieri era un lavoro legato alla manutenzione della strada, ma anche al presidio del territorio. Fino all’inizio del ‘900 il lavoro principale consisteva nel rinnovo dei materiali della massicciata erosi dal traffico, dall’acqua e dal gelo, nella manutenzione e pulizia della segnaletica, della banchina e dei fossi di guardia, con lo sgombero neve in inverno. Con gli anni ’20 fu introdotto il catrame e il bitume e da ciò derivò un rilevante cambiamentonelle mansioni dei cantonieri.
Il presente Regolamento adottato nell’ambito della potestà regolamentare prevista dall’art. 52 del Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, disciplina l’imposta comunale unica (IUC) limitatamente alla componente relativa alla tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell'utilizzatore, prevista dall’art. 1, comma 639, della Legge 27 dicembre 2013, n. 147, in particolare stabilendo condizioni, modalità e obblighi strumentali per la sua applicazione. 2. La TARI qui disciplinata ha natura tributaria. 3. Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano le disposizioni di legge e regolamentari vigenti. LEGGI TUTTO
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